Briatico si trova sulla Costa degli Dei e si affaccia sul golfo di Sant’Eufemia. È un centro ad elevata vocazione turistica per la bellezza del paesaggio e le molteplici strutture di accoglienza. La fondazione di Briatico è per tradizione fatta risalire ai Locresi, al tempo del loro passaggio a Hipponion. Le prime testimonianze certe sull’esistenza di Briatico risalgono al XII secolo sotto Ruggero il Normanno.
Durante il periodo feudale la cittadina passò sotto vari domini, il primo Signore fu Niccolo de Trayna che l’ebbe nel 1269 dal re Carlo I d’Angiò e l’ultimo che fu la famiglia Pignatelli di Monteleone.
Nella sua storia il paese fu preda di terribili terremoti che provocarono danni gravissimi. Il terremoto del 5 febbraio 1783 distrusse completamente la città. Il 4 aprile dello stesso anno i 925 sopravvissuti si riunirono sulla spiaggia nei pressi della torretta di avvistamento, oggi detta “la Rocchetta” e chiesero al duca Ettore Maria Pignatelli di poter ricostruire il centro in contrada San Giovanni. Il duca acconsentì e distrusse gran parte delle vigne per rendere edificabile il sito. I tecnici progettarono la città a pianta ortogonale secondo una tecnica identificata per ridurre al minimo il rischio di disastri in caso di terremoti.
Briatico fu ricostruita più grande e più forte di prima.
Di Briatico Vecchio, distrutto dal sisma del 1783, rimangono i ruderi del Castello medievale fatto edificare da Ferdinando Bisbal e dell’antico centro abitato, che all’epoca contava 12 chiese, 3 conventi e aveva un’enorme importanza storico-culturale.
Sulla spiaggia restano solo due delle 5 Torri del sistema difensivo antiturco:
· la Rocchetta, alta torre di vedetta costiera a pianta pentagonale, costruita in origine dai greci, ricostruita dai romani, venne rimaneggiata in epoca medievale;
· Torre Sant’Irene, eretta dal governo vice Reale Spagnolo a vedetta contro le incursioni barbaresche.
Nella zona sono stati rinvenuti reperti in terracotta ed utensili in selce ed ossidiana risalenti ad epoca preistorica. Fu ritrovato anche un vaso contenente resti umani con un ricco corredo funerario tra cui spicca un pendente di cristallo di rocca, ambra e corniola. Si tratterebbe di un insediamento umano risalente all’età del rame. Lungo la valle del Murria vi sono grotte eremitiche medievali, alcune delle quali denominate “Grotte delle fate”.